STAND BY ME TUFIA

Arrivato in Gran Canaria, come chiunque le prime spiagge che visito sono quelle turistiche, belle, maestose ma niente che potesse lasciarmi a bocca aperta, tutto già visto, tutto decisamente scontato, quello che stavo cercando era un posto magico, segreto, per pochi e fuori dal mondo…Quando ormai avevo perso le speranze e pensavo che questa fosse solo un idea utopica, degli amici conosciuti sull’isola mi dicono che vanno a vedere una spiaggia poco conosciuta e molto particolare, Tufia.

Mi aggrego alla spedizione e si parte all’avventura, ci dirigiamo a sud-est dell’ isola, strada gc-1, , imbocchiamo un cartello quasi nascosto con scritto Tufia, del comune di Telde e scendiamo per una strada sterrata che ricorda tanto Marte, davanti a noi a parte roccia e sabbia si vede solo il mare, proseguiamo per altri dieci minuti e finalmente all’orizzonte compaiono delle case, sono su una scogliera a strapiombo sul mare, una roba incredibile, spettacolari, guardo meglio dall’alto e mi rendo conto che sono incastonate come una gemma nella roccia a questo punto sono finalmente senza fiato, davanti a me l’isola che nn c’è…

Scendendo nel cuore del paesino verso la spiaggia ci fa strada un cartello con scritto “ e finalmente arrivò la luce. Maggio 1997” ero fuori dal mondo era fantastico!

Arrivati in fondo, dopo una serie di scalini, una piccola spiaggia di sabbia nera vulcanica ci si presenta davanti, non ci sono parole per descriverla, l’acqua è calma, le case all’interno della scogliera bianche e blu ricordano la Grecia e una piccola sirena che guarda l’orizzonte sembra stia aspettando i suoi pescatori di ritorno a casa.

Ci sediamo su una piccola muraglia vicino a delle case, non ci sono bar il paesino è troppo piccolo e isolato per averne uno ma se vuoi qualcosa da bere e da mangiare ci pensa “Louis” ti da quello che ha, pesce e cerveza fresca non mancano mai, ti devi saper adattare fa lui e tu ti siede e ti godi il mare, gli avanzi del pesce non si buttano si rimandano al mare, come dice Louis il “al mare si prende al mare si da”, sì perché ciò che mangi viene dai pescatori che la mattina partono con la loro barchetta e portano a casa ciò che hanno pescato e lo spartiscono con gli altri.

Sei in un posto dimenticato dagli uomini o dove chi ci vive vuole che sia dimenticato per custodirlo incontaminato per la propria progenia, sono gli stessi abitanti che si occupano della sua cura, della pulizia e dell’abbellimento con piante e fiori, dello stesso.

Quando pensi di averlo visto tutto, scopri che con Louis puoi andare dietro la scogliera fino alla “Boca del Diablo”, il contatto con cielo e mare è qualcosa di mistico quasi spirituale, Il sodalizio dell’uomo con la natura qui è unico, il promontorio di Tufia è uno dei più grandi dell’isola e vale veramente la pena visitarlo.

In mezzo a gabbianelle che sorvolano la mia testa come aquile, torno al paesino e malinconicamente guardo quel meraviglioso tramonto che so che non potrò mai dimenticare ma come “Wendy” insegna non si può vivere nell‘isola che non c‘è per sempre.

Pasquale Di Cresce

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