Calendari… un cult che non muore mai!

L’epoca dei calendari è ancora una moda e serve solo per apparire e farsi conoscere o dietro si nasconde qualcosa di più?
Incuriosito dalla cosa mi faccio strada su internet e incappo in una modella “Gloria Giacosa” che ha venduto un migliaio di copie con il suo ultimo calendario per il secondo anno di seguito, le chiedo se è disponibile ad essere intervistata e senza troppe pretese e fronzoli acconsente.
Bionda, magra e con gambe lunghissime, cento e uno motivi tutti validi del perché abbia voluto fare un calendario ma quello che ho capito nella mia vita è che l’apparenza non è tutto.

– Sei al secondo calendario e hai venduto un migliaio di copie, cosa ti ha spinto la prima volta a farlo? E’ un modo manageriale di vendersi e farsi conoscere o dietro a questo c’è qualcosa di più?

“E’ ovvio che dietro a ogni calendario una donna metta un po’ di vanità, sarei ipocrita a non dirlo, poi un interesse economico che viene da un maggior numero di richieste lavorative che hai dal mondo della moda essendo una modella e in fine non ultimo e non di minore importanza ma anzi, la possibilità di aiutare enti che cercano di aiutare in tutti i modi a loro volta persone che hanno bisogno di essere sostenute in momenti dolorosi e problematici della loro vita. Lo scorso anno la mia scelta a seguito di vicende personali è caduta su un tema molto sensibile, la violenza sulle donne a favore di Doppia difesa onlus; mentre quest’anno ho deciso che fossero due gli enti a beneficiarne, la prima associazione e’ la LiLt, sezione provinciale di savona, che da anni si occupa di prevenzione e diagnosi precoce dei tumori; la seconda è la hmaps che non è una vera e propria associazione onlus , ma si tratta di un’applicazione nata per aiutare i malati di tumori durante il percorso della malattia .
La LiLt aiuta quindi a invertire la rotta. Mentre hmaps aiuta a non perdere la rotta perché offre supporto ai malati. Si tratta di una vera e propria “mappa”.

– Abbiamo intuito da quello che hai detto il perché della prima scelta nel tuo primo calendario ma non hai spiegato il perché della seconda, è stata una scelta casuale o voluta?… e se sì da cosa?

“E’ una scelta voluta e principalmente dettata dal cuore, purtroppo sempre più persone si trovano ad affrontare questa malattia sia in maniera diretta che indiretta e anch’io non ne sono rimasta immune; una mia carissima amica che era più sorella maggiore che amica e che ha colmato una parte di vuoto di quella che persi alla nascita si è trovata a combattere con questo mostro e a distanza di anni ancora mi soffermo a pensare a lei che ormai non è più tra noi. Avrei voluto tornare indietro nel tempo e trascorrere più tempo insieme, negli ultimi anni della sua vita ci eravamo perse di vista e ignoravo che fosse malata; quando seppi del fatto era ormai troppo tardi e non ebbi più modo di starle accanto.
Era estremamente protettiva nei miei riguardi e caratterialmente eravamo molto diverse, lei molto più razionale e attenta ai dettagli mentre io più elastica e sognatrice, quello che ci teneva unite erano i valori che ci accomunavano, il senso dell’amicizia, la famiglia e l’ amore.
Ci sono stati momenti che questa nostra differenza andava a collidere ma il bene che ci univa era più forte delle nostre differenze; rimpiango sempre di non averla vista prima che se ne andasse, non ha voluto, la comprendo e la rispetto senza giudizi. Ho ricordi bellissimi di lei e di una nostra vacanza insieme a Londra. Momenti unici che rimarranno impressi dentro di me per sempre e che rimarranno una cosa solo nostra.”

– La citazione che appare nel tuo calendario… “La vita è come una corsa in motocicletta: nessuno sa quanta benzina il destino ha messo nel nostro serbatoio.
C’è chi nasce con il pieno e chi, senza saperlo, viene al mondo già in riserva ma…
Che tu abbia il pieno o poche gocce di benzina non importa, quello che conta è andare sempre al massimo fino all’ultima goccia di vita” è riferita a lei?

“Sì.. Ho voluto dedicarla a lei in sua memoria… e spero che questo calendario con i suoi proventi che vanno ai vari enti, sia un altro modo di profondere il bene come il bene che ci siamo volute”.

Pasquale Di Cresce

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